Telefono Rosa Napoli
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Orari di apertura dello sportello:

  • Lunedì, Martedì, Mercoledì e Venerdì: 15:00 – 18:00
  • Martedì e Giovedì: 10:00 – 13:00
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I DATI SULLA VIOLENZA SULLE DONNE 2010 SECONDO L’OSSERVATORIO DEL TELEFONO ROSA DI NAPOLI

Il TELEFONO ROSA DI NAPOLI ha elaborato i dati relativi al primo anno di attività del proprio operato.

In circa 46 settimane e dunque  in  276 ore lavorative (la nostra associazione è aperta due volte a settimana, 3 ore per ogni turno) si sono presentate al nostro sportello circa 150 donne, più di una donna ogni due ore di lavoro.

 

Le vittime delle violenza.

 

Il maggior numero delle donne che subiscono violenza si concentra nella fascia d’età tra i 45-54 anni(32%), seguita da un 24% di donne tra i 25-34 anni.

La maggioranza delle vittime è in possesso di titoli di studio medio-alti (diploma 44%; laurea 24%). Questo dato smentisce il pregiudizio che vuole  le vittime di violenza appartenenti ai ceti più poveri e meno colti.

I dati sulla professione ci dicono che la maggior parte delle vittime di violenza sono casalinghe (24%),seguite dalle impiegate(16%).

Il 26 % delle donne non ha mai lavorato e il 16% ha lasciato il lavoro dopo il matrimonio per la famiglia o per i figli.

L’86 % delle donne che subiscono violenza ha figli che nel 26%  dei casi ha un’età inferiore agli 8 anni. Molte donne restano in  relazioni violente con l’idea di proteggere la famiglia, di non far perdere un padre ai loro figli. Tutto ciò senza considerare le conseguenze sui bambini di quella che viene definita la ‘violenza assistita’, ovvero i traumi psichici che i bambini subiscono  per il solo fatto di assistere alla violenza su figure di riferimento. Infatti, la maggior parte delle donne (il 37%) dichiara di non aver lasciato il proprio compagno per i figli, mentre un altro 13% non lo fa per paura di subire altre violenze.

 

L’autore della violenza.

 

Nel nostro campione, l’autore della violenza ha un’età  compresa tra i 45-54 (43%),il titolo di studio è nel 29% dei casi la scuola media inferiore e nel 27% la laurea. Per quanto riguarda l’attività lavorativa svolta, il campione è più diversificato: le attività lavorative maggiormente rappresentate sono quella impiegatizia (18%)) e la libera professione (15%).

 

Le caratteristiche della violenza.

 

L’88% degli atti violenti avvengono all’interno della relazione sentimentale: il 63 % è commessa da marito,fidanzato o convivente, mentre il 25 % è agita da ex-mariti,ex-fidanzati, ed ex conviventi.  Tutto questo rende molto più difficile separarsi dall’autore della violenza e riconoscerlo come tale. molte sono le donne che tornano sui propri passi.

Mentre il 19 % dichiara di subire violenza psicologica, e il 9% dichiara di subire violenza fisica,il 56 % delle donne dichiara di subire contemporaneamente più tipi di violenza: il 46 % subisce violenza fisica e psicologica, per un 28 % si aggiunge a queste anche la  violenza economica. Nel 69 % dei casi questa violenza è ripetitiva (un 24 % la subisce da oltre 20 anni,mentre un altro 24 % da 2-3 anni). Nel 46% dei casi la violenza è iniziata  durante il matrimonio,mentre nel 19% dei casi durante il fidanzamento.

Questi dati sottolineano come la violenza innanzitutto non sia l’espressione di un raptus, ma di una modalità di comportamento  sistematica volta a instaurare un tipo di relazione di controllo e di dominio. Ed inoltre mostrano come la violenza psicologica,e dunque le denigrazioni, le umiliazioni, le imposizioni e limitazioni alla libertà individuale,  accompagni quasi sempre la violenza fisica, facendo da terreno fertile affinché quest’ultima si instauri. Altro aspetto importante è che le vittime riconoscano che accanto alla violenza fisica esiste anche una violenza psicologica, che produce gravi conseguenze sullo stato psichico di chi la subisce.

Il 34 % delle donne che subiscono violenza non ha avuto nessun tipo di reazione prima di venire presso la nostra associazione. Solo il 16 % si è recata dalla polizia.

Resta dunque un enorme sommerso: molte donne non denunciano, non vanno in ospedale a seguito delle violenze, né si fanno rilasciare referti.