Telefono Rosa Napoli
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Orari di apertura dello sportello:

  • Lunedì, Martedì, Mercoledì e Venerdì: 15:00 – 18:00
  • Martedì e Giovedì: 10:00 – 13:00
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Intervista al Telefono Rosa: dalla parte delle donne

Il Telefono Rosa è una associazione Nazionale che si propone di aiutare concretamente le donne vittime di violenza fisica e/o psicologica. E’ inserito nella mappatura del Servizio di Accoglienza Telefonica 1522 (Rete Nazionale Antiviolenza) del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Grazie a persone come loro, le donne vittime di violenza hanno un aiuto in più.
Abbiamo intervistato la Presidente del Telefono Rosa di Napoli, la Dottoressa Laura Russo, per farci spiegare in cosa consiste il lavoro delle volontarie del Telefono Rosa e cosa dovrebbe fare una donna per farsi aiutare.

Come nasce l’associazione Telefono Rosa di Napoli?
“L’associazione Telefono Rosa di Napoli nasce nel 2010 e fa parte della rete Nazionale del Telefono Rosa, ha lo stesso Statuto e collabora con il Telefono Rosa Nazionale, che ha varie sedi in tutta Italia.”

Quali sono i vostri obiettivi?
“Il nostro obiettivo è di fare chiarezza, orientare la donna, ascoltare la sua storia e cercare insieme a lei una soluzione a quelle che possono essere le sue difficoltà. Vogliamo contrastare la violenza di genere. Offriamo vari servizi a seconda delle personali necessità delle donne: accoglienza telefonica, consulenza psicologica, consulenza legale, sportello anti-stalking, percorsi psicologici brevi, gruppi di auto-aiuto, informazioni e prevenzione.”

Cosa deve fare una vittima per essere aiutata da voi?
“Tutte le donne che subiscono varie forme di violenza (psicologica, fisica, sessuale, mobbing, stalking, etc.) possono rivolgersi a noi, contattandoci telefonicamente o recandosi qui di persona. I nostri servizi sono gratuiti.”

Cosa vuole dire alle donne che vorrebbero recarsi al vostro centro anti-violenza?
“Le donne spesso hanno paura che se vengono al centro antiviolenza devono fare per forza la denuncia, invece venire al centro è solo un primo passo. E’ importante che loro vengano anche solo per capire in che genere di situazione si trovano, se ad esempio stanno subendo un reato.
E’ importante che si riesca a comprendere che ci sono dei comportamenti che le donne pensano che siano normali e invece sono dei reati. Venire anche solo per capire cosa si sta vivendo è importante. Poi si vede insieme se si deve fare una denuncia oppure no. Semmai la donna ha solo bisogno di un percorso psicologico, senza necessariamente ricorrere a una denuncia.
Noi attuiamo un percorso condiviso con la donna e soprattutto personalizzato.
Non forniamo sempre le stesse soluzioni, perché abbiamo bisogno di sentire la storia della persona e da lì partiamo e decidiamo insieme alla donna cosa è meglio fare.”

Sa spiegarsi perché ancora oggi, nel 2014, ci siano tante donne vittime di violenza?
“Credo che la violenza sia un fenomeno molto complesso, che vada inquadrato attraverso vari settori. Ci sono ancora molti passi da fare per le donne. La violenza nasce da una base culturale, per cui facciamo ancora fatica a sentire una parità vera. Nasce da una struttura sociale e culturale di svantaggio per le donne, che si ripiega anche nelle relazioni. C’è sicuramente bisogno di un aiuto e di un’assistenza maggiore per le donne.”
Oggi c’è anche molta sfiducia nel farsi aiutare, si pensa che le cose non cambieranno. In realtà non è sempre così, perché spesso le donne non utilizzano bene tutti gli strumenti che hanno a disposizione.
Per questo è importante conoscere i propri diritti. Ci sono molte cose che si possono fare se utilizziamo bene le nostre armi.”

A chi resta indifferente di fronte a una violenza, a chi non interviene per aiutare la vittima, cosa sente di dire?
“La violenza è un problema sociale, di tutti, ed è importante considerarlo tale perché l’indifferenza crea un terreno più fertile per far nascere la violenza e farla diventare ancora più forte.
Questo aumenta l’isolamento che la donna vive e fa in modo che la donna si senta sempre più vittima e chieda sempre meno aiuto.
Se tutte le donne che subiscono violenza non si dovessero giustificare e non dovessero dare troppe spiegazioni, probabilmente avremmo una risposta più pronta e più breve per i loro problemi.”

Quante sono mediamente le donne che vi contattano e vi chiedono aiuto?
“A Napoli sono circa 500 donne all’anno che si rivolgono al Telefono Rosa.”

Come mai ha scelto di diventare Presidente e di dedicarsi a questa attività?
“E’ stata una motivazione personale. In quanto donna e persona che vive in questo contesto sociale e culturale, ho sentito l’esigenza di dedicarmi in modo più approfondito a questa attività per aiutare le vittime di violenza, discriminazioni ed ingiustizie.”

Come associazione avete qualche progetto in itinere?
“Sì, stiamo svolgendo attualmente due progetti.
Uno con il Dipartimento per le pari opportunità insieme al Telefono Rosa Nazionale grazie al quale abbiamo ottenuto un ampliamento qualitativo e quantitativo dei nostri servizi, abbiamo sportello 3 volte a settimana, gruppi di autoaiuto, percorsi psicologici brevi.
Un altro progetto con il Centro di Servizio per il Volontariato CSV grazie al quale svolgiamo laboratori filosofici sul femminile e percorsi di sensibilizzazione nelle scuole, che per noi sono importantissimi.”

Posted on 03/11/2014 by PolisMagazine in Notizie