Telefono Rosa Napoli
01

Orari di apertura dello sportello:

  • Lunedì, Martedì, Mercoledì e Venerdì: 15:00 – 18:00
  • Martedì e Giovedì: 10:00 – 13:00
01

Napoli, donne fuori dall’incubo grazie a Telefono Rosa, la linea anti-violenza

Una donna grida nel vuoto, inseguita da un ex fidanzato che non accetta la fine della loro storia. Un’altra ha paura, perchè non sa come uscire da una situazione di violenza insostenibile, fatta di pedinamenti e di schiaffi, di insulti e di minacce. Poi c’è n’è un’altra, che è madre di due bambini e teme che, denunciando le percosse e i maltrattamenti inferti dal marito, i suoi figli possano pagarne le conseguenze. Sono simili e tutte accomunate dalla “paura”, dalla “vergogna” e da una “disperazione senza fine” le telefonate delle numerose donne, che ogni ora chiamano il Telefono Rosa di Napoli in cerca di aiuto, di un consiglio, di un intervento efficace, che ponga fine ai loro incubi. In occasione del 25 Novembre, l’impegno delle centinaia di volontarie si fa ancora più forte e concreto. Grandissimo ed importantissio il lavoro di coordinamento, ascolto e supporto che si nasconde dietro quel filo rosa. Porgere l’orecchio, senza giudicare, è il primo passo delle volontarie verso le vittime di abusi. Una situazione, quella della violenza di genere, che a Napoli è sempre più forte ed esiste da anni sul territorio, radicato in famiglie dalla mentalità troppo “chiusa” e spesso a sfondo “patriarcale”.

LadyO ha parlato con le volontarie di Telefono Rosa Napoli, scoprendo le numerose attività e servizi, che ogni giorno informano e formano le donne partenopee ad una “reazione alla violenza”, senza timore, senza sentirsi inappropriate o sporche. Tantissime le supporter legali, che offrono aiuto con il gratuito patrocinio. Uscire dal limbo eterno della violenza è possibile, ma soprattutto veloce quando la vittima collabora attivamente con le esperte. Ecco cos’è e come lavora Telefono Rosa:

Come nasce la vostra associazione e con quali obiettivi?

“L’Associazione Volontarie Telefono Rosa di Napoli nasce nell’aprile del 2010, affiliata alla storica Associazione Nazionale Volontarie Telefono Rosa di Roma che da trent’anni lotta contro la violenza sulle donne. L’Associazione ha come scopo quello di contrastare la violenza di genere in ogni sua forma (psicologica, fisica, sessuale, economica, stalking e mobbing), pertanto persegue i seguenti obiettivi: rendere visibili le violenze nascoste e non denunciate; dare ascolto alle sofferenze, al disagio e alle difficoltà delle donne che subiscono soprusi e che, o per paura o per disinformazione o per pregiudizi sulla propria condizione, non hanno ancora trovato il modo di reagire; elaborare percorsi di “in-formazione” agli adolescenti e ai bambini di entrambi i generi, allo scopo di promuovere sia una cultura della non violenza, sia un orientamento alle loro azioni qualora si trovassero in situazioni di maltrattamento subito e/o assistito; promuovere una cultura paritaria in cui le donne di tutte le età, luogo, etnia e religione possano rispecchiarsi, in quanto persone dotate di pari capacità e diritti; distribuire materiale informativo utile ad un giusto riconoscimento della violenza di genere che si subisce e/o che una persona cara sta subendo; ogni anno, il 25 novembre, ovvero nella Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne, mostrare i nostri dati statistici al fine di restituire al pubblico e alle istituzioni un andamento sul fenomeno della violenza”.

Quali sono i servizi che offrite alle donne?

“Le attività che offriamo sono varie e tutte gratuite: Accoglienza telefonica, Consulenza psicologica, Consulenza legale, Sportello Anti-stalking, Percorsi psicologici brevi, Gruppi di auto mutuo aiuto, Trattamento su minori, Informazione e prevenzione. Tutti le avvocate (civiliste e penaliste), inoltre, sono iscritte alle liste del gratuito patrocinio”.

Quante sono in percentuale le donne che denunciano? C’è ancora paura da parte delle vittime nell’uscire dal silenzio? Se sì, cosa fate per arginare questo problema?

“C’è ancora molta paura rispetto alla denuncia. Molte donne che si recano presso il nostro centro hanno timore di farla. Inoltre, è’ molto difficile denunciare il proprio marito, compagno, il padre dei propri figli, l’uomo con il quale si è costruito un progetto di vita. Questo diventa spesso un ostacolo per fare il passo della denuncia; è qualcosa che vorrebbero evitare.
Attualmente, per quanto riguarda la percentuale delle donne che non denunciano, stiamo ultimando l’elaborazione dei dati statistici dell’anno 2013/2014, ma potremmo asserire che su circa 500 contatti avuti quest’anno, la metà non si è mai recata presso le FdO e se l’ha fatto non ha proseguito”.

Le donne non denunciano, ma quante di loro si fanno medicare in ospedale?

“Stesso problema con i referti: molte donne, a seguito di violenze fisiche, non si recano in Ospedale, temendo di innescare una qualche procedimento legale. In verità su quest’ultimo punto c’è molta disinformazione, in quanto il referto è un semplice certificato che attesta le condizioni fisiche in cui si trova la persona, oltre ad essere una prova importante di quello che si è subito”.

Che strategia avete adottato per contrastare questo timore di uscire dal silenzio, anche a costo della propria salute?

“Per ovviare questo problema, cerchiamo di fare più informazione possibile. Spesso, ciò che induce la paura, sono i partner che minacciano ritorsioni di vario genere oppure la disinformazione sulle procedure.  E’ possibile orientare la donna mettendola a conoscenza sugli iter: raccogliere informazioni rispetto alla propria situazione è un tassello fondamentale perché le donne vittime di violenza possano iniziare a compiere qualche passo. Altro elemento importante, e nostro obiettivo, è quello di creare un strategia d’azione comune al momento dell’accoglienza della  donna vittima di violenza con FdO e Ospedali, Consultori e tutte le Istituzioni che possono indirettamente o direttamente entrare in contatto con la donna”.

Ci sono progetti in fieri per celebrare il 25 Novembre e sensibilizzare sulla violenza di genere?

“Per il 25 novembre, noi del Telefono Rosa di Napoli, abbiamo deciso di proseguire nel nostro lavoro. Avremo un incontro di sensibilizzazione presso una scuola superiore presente sul territorio campano (ISIS M. Pagano-Bernini), sostenuto anche dal CSV Napoli. La scelta di creare un incontro con gli studenti e gli insegnanti di una scuola, è stata dettata dalla idea di promuovere una cultura della non-violenza, facendo leva sulla prevenzione. Nel pomeriggio, invece, saremo ospiti presso una tavola rotonda istituita dal Comune di Napoli, dove diverse associazioni discuteranno le prassi di contrasto alla violenza”.

Il Governo attuale si sta muovendo nella giusta direzione, visto che è dai tempi del Ministro Carfagna che non si parla più di violenza di genere in senso stretto?

“Per quanto riguarda le politiche, riteniamo che esista ancora molta confusione, ma soprattutto poca attenzione alla associazioni che lottano giorno dopo giorno contro la violenza di genere, che hanno l’importante compito da fungere da “cuscinetto” tra le Istituzioni, che spesso sono manchevoli e dispersive, e la popolazione in difficoltà. Con la Convenzione di Istanbul, ad esempio, si sono stabiliti una serie di articoli volti alla più completa tutela delle donne vittime di violenza, compreso il perseguimento dei colpevoli. E’ uno strumento internazionale che andrebbe rispettato il più possibile. Si spera che, oltre le campagne mediatiche, si possa agire più concretamente per migliorare la situazione; nel frattempo, noi continuiamo e continueremo il nostro lavoro di lotta”.

Qual è la situazione in Campania, al di là delle tante campagne mediatiche che si fanno delle “belle parole” che spendono tutti (politici e non) contro la violenza di genere?

“In Campania si sta lavorando per creare una rete più strutturata per affrontare il fenomeno della violenza di genere; speriamo che il mondo associativo, con il suo bagaglio di esperienza, venga preso in considerazione in questo obiettivo. Noi come Telefono Rosa di Napoli stiamo cercando una collaborazione con il Comune di Napoli. Ad oggi, a distanza di circa 5 anni dalla nostra apertura, nonostante i molti servizi che offriamo gratuitamente, chiediamo una sede (attualmente siamo ospiti) che ancora non abbiamo”.

Dalla rivista on-line Ladyo.it

by Valeria Russo – Vicedirettore on 13 novembre 2014